16 January, 2017

Intervista Dott. Umberto Profazio - Docente del modulo su “Il quadro nordafricano e la crisi libica”

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Lo Euro-Gulf Information Center organizza, in partnership con l’Università Niccolò Cusano, un Master Universitario di I Livello in “Analista del Medio Oriente: Politica, Economia, Strategia”.

Il Dott. Umberto Profazio, collaboratore di ricerca presso l’International Institute for Strategic Studies di Londra insegnerà il modulo su “Il quadro nordafricano e la crisi libica”. Abbiamo approfittato della sua disponibilità per fargli le domande più pressanti in riferimento agli ultimi avvenimenti che hanno sconvolto il Nord Africa.

Dott. Profazio, pensa che la success story della cosiddetta Primavera Araba. La Tunisia, possa rimanere tale?

La success story della Tunisia è solo apparente. È innegabile che la Tunisia rimanga finora l’unico caso in cui la transizione politica non è sfociata in conflitti civili di ampia portata. Tuttavia, ad un esame più approfondito, sono molte le criticità che emergono, la principale delle quali è rappresentata dalle difficoltà economiche del Paese. Il rischio terroristico ha innescato un circolo vizioso che ha avuto un impatto devastante sul turismo, mentre la disoccupazione, specie quella giovanile, resta a livelli elevati. 

Insomma uno scenario che apre anche alla possibilità di “ricadute”. Perché invece secondo lei la Primavera Araba non si è diffusa all’Algeria e al Marocco?

L’Algeria ha vissuto la sua ‘Primavera Araba’ durante il decennio nero degli anni ’90. Il conflitto tra l’esercito e le fazioni islamiste ha lacerato il tessuto sociale del Paese, lasciando ferite indelebili. Memori di quanto avvenuto, gli algerini hanno finora preferito la stabilità al cambiamento, aiutati anche da un rentier State che ha strategicamente elargito gli ingenti introiti petroliferi per mantenere gli attuali equilibri. 

In Marocco la strategia è stata simile, ma gli strumenti usati sono stati diversi. Qui si è giocato soprattutto sul piano politico con concessioni come la riforma costituzionale del 2011 e l’avvento degli islamisti al governo. Tuttavia la legittimità politico-religiosa di re Mohammed VI resta indiscussa, così come la sua centralità nel sistema di governo. In entrambi i casi gli equilibri socio-politici restano fragili. Eventuali shock esterni come il calo del prezzo del petrolio per l’Algeria, o interni come le manifestazioni di fine ottobre scorso in Marocco lo evidenziano bene.

Parlando di paesi dai fragili equilibri politici, come vede la posizione geopolitica dell’Egitto di Al Sisi nel quadro di tensioni regionali?

Dopo un iniziale assestamento, il regime di al-Sisi sta cercando gradualmente di riportare l’Egitto al suo ruolo tradizionale, recuperando la supremazia regionale del passato. I risultati finora sono stati scarsi. Attori come l’Iran, l’Arabia Saudita e la stessa Turchia sono molto più dinamici e rilevanti per gli equilibri del Medio Oriente e del Nord Africa. Il Cairo è riuscito a ritagliarsi una sfera di influenza rilevante solo nelle vicende libiche, con l’appoggio esplicito al Generale Khalifa Haftar ed al Parlamento di Tobruk. 

Parliamo proprio di Libia. Possiamo dire che l’ISIS sia sconfitta in Libia? Come vede il crescente ruolo russo nel paese?

L’ISIS è stato sconfitto a Sirte, non in Libia. La sua presenza è accertata in diverse aree del Paese, lungo i confini meridionali così come a Bengasi. Fin quando dura l’instabilità politica e la conflittualità tra le diverse fazioni, il rischio del suo ritorno ad una dimensione territoriale rimarrà sempre presente. 

Per quanto riguarda la Russia, l’appoggio di Mosca a Haftar sta crescendo col passare dei mesi, in particolare in questa delicata congiuntura internazionale. Nonostante i dubbi del tutto giustificati sull’estensione dell’influenza russa nel Mediterraneo, il ruolo di Mosca potrebbe essere positivo, considerando i rapporti che intrattiene con l’Egitto e la storica amicizia con l’Algeria. Resta da capire come la Russia intenda giocare questo ruolo, se in veste di arbitro o di giocatore interessato.

Insomma il quadro che si sta configurando nella regione nordafricana sembra essere la premessa per ulteriori instabilità future. 

Il Dott. Profazio ne parlerà a fondo durante il suo corso su “Il quadro nordafricano” nel contesto del nostro Master Universitario di I Livello in “Analista del Medio Oriente: Politica, Economia, Strategia”.